La nostra storia

Potremmo scrivere tutti i risultati ottenuti: le promozioni, i tornei vinti, i campionati disputati in trent’anni di attività, ma tutte queste cose sono cose che passano, sono glorie che si dimenticano; anche se non sembra essere vero, si dimenticano.
Quello che rimane, quello che è rimasto dei primi anni, sono le amicizie, sono le persone che tramite questo sport abbiamo conosciuto, che ci hanno conosciuto, che ancora oggi dopo trent’anni si vedono e ricordano aneddoti e momenti passati insieme.
Quello che sarebbe bello trasmettere attraverso queste righe è quello che ha unito molti dei “fondatori” prima fuori e poi in campo.

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Certo che ricorderemo i due campionati italiani CSI vinti dalla squadra femminile seniores: un risultato eclatante – il più importante dal punto di vista sportivo -, ma ricorderemo anche tanti piccoli episodi che hanno fatto la “nostra” storia come quel giocatore che noi chiamavano Grocho e che ci fece vincere una gara all’ultimo secondo facendo in pratica il suo unico canestro in tre anni di attività; e non lo ricordiamo per il canestro o per la vittoria, lo ricordiamo perché ci disse che aveva calcolato “tutto”. Oppure ricorderemo quel giocatore che militare a Cuneo partì di corsa su una vecchia 500 e si cambiò in macchina per scoprire davanti alla DiNanni che la gara era stata rinviata.
Erano tempi più “eroici”. Gli aneddoti potrebbero essere decine e dovremmo dedicare una sezione solo per gli episodi strani e curiosi che ci ricordiamo, ma forse non è il caso.
Per cui nella “storia” ci limiteremo ad una traccia generale.
Ricordare trent’anni di storia è molto complicato e soprattutto molto lungo, ma la nostra storia come ogni storia ha un prologo.
Un prologo in cui un embrione della prima squadra viene riunito da una persona ed inizia a disputare un campionato, di che campionato si trattasse, quale fosse la classifica finale si sono perse le tracce, quello che ci ricordiamo sono le partite a cui arrivavamo sempre all’ultimo momento, guidati dal professor “Pierpizzo Pizzocchio”, così lo chiamavamo noi, partite tirate, o disperate, ma pur sempre partite.
Dopo questo prologo, iniziò Claudio Monaldini radunando un gruppo di giovani e la storia ebbe inizio.
Iniziò nella palestra DiNanni, così piccola oggi, allora tutto ciò che avevamo, iniziò con scontri “epici” contro il Collegno di Garrone, e contro l’OTB dell’avv. Giordano.
Iniziò con il nome di Gruppo Sportivo SaSS, azienda ormai scomparsa e proseguì come Borgaretto Basket Club.

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La passione e gli amici riempivano quell’angusto spazio della palestra di tifo e di strumenti musicali suonati nei posti più improbabili, non è facile suonare una bombarda appesi alle spalliere, ma è successo.
Continuò con i tornei in piazza, con la partecipazione a Sportuomo 80, l’inaugurazione del palazzo Vela, sono troppi gli episodi, troppi gli anni per soffermarvici a lungo, bisogna però ricordare che all’inizio giocammo soprattutto in UISP ed in CSI, non avventurandosi nei campionati federali, ma quando ci spostammo in federazione non patimmo certamente il “salto” di campionato, anzi aumentò ancora la nostra passione, per ricordare la nostra passione basti dire che dopo molti anni ci siamo ritrovati per giocare ed il quintetto base dell’inizio era ancora lì sul campo, ancora oggi molti di loro hanno parte attiva nella ns. associazione.
Erano anni pioneristici, se paragonati ad oggi, tutto era portato avanti da una o due persone, non c’era praticamente burocrazia, non c’erano ufficiali di campo, non c’erano dirigenti, persone che facessero solo i dirigenti, addirittura si interruppe una gara perchè la figlia di un giocatore piangeva ed il pediatra stava giocando, cose impensabili oggi.
Si formavano le giovanili, non c’era un mercato dei giocatori, non c’erano problemi di tesseramenti, era un ambiente molto più ristretto, ci conoscevamo quasi tutti.
Non avevamo ancora chiaro il concetto di società, non lavoravamo ancora per progetti ed obiettivi.
Si arriva così alla fusione con i “nemici” dell’OTB (Old Turin Basket), unendo le forze sotto il nome di Beinaschese arriva la prima promozione in serie D, conquistata a Cuneo, il ricordo di quella gara è ben vivo in molti di noi.
Seguono alcuni anni nell’ambito della Polisportiva, si rafforza la presenza della società nei tornei federali anche se per la ristrutturazione dei campionati veniamo “retrocessi”. Finita l’esperienza con la Polisportiva la nostra associazione inizia a darsi una struttura più moderna e simile a quella attuale.
Con l’arrivo di Richetto alla guida della prima squadra, e di Marconi alle giovanili si iniziano a creare le basi dell’associazione che siamo adesso, con i primi dirigenti a “tempio pieno” con la prima struttura vera e propria.
Anche se la prima squadra deve emigrare ad Orbassano, l’inserimento di diversi junior porta la squadra a grandi risultati, soprattutto quando Marconi prende la guida della prima squadra si raggiungono vittorie importanti.
La prima esperienza in serie D si rivela abbastanza traumatica e ci riporta immediatamente in promozione.
Il purgatorio dura un solo anno e risaliamo con pieno merito classificandoci poi quinti nella successiva stagione nella serie superiore.
A Marconi succede Patrignani, e con lui sfioriamo la promozione in C, perdendo l’ultima gara dei play-off.
Ancora un anno di “purgatorio” emigrati a Bruino con una squadra completamente rinnovata, e poi ancora un anno con al timone Patrignani, di nuovo raggiunto il traguardo dei play-off.
Un nuovo cambio alla guida tecnica, la creazione della struttura del settore giovanile, un nuovo gruppo di allenatori, e gli ultimi campionati.
Diverso è il discorso per il settore femminile, la prima, storica squadra nacque poco dopo la maschile, una squadra che però non ebbe seguito.
Giocò bene, si distinse in varie occasioni, ma poi si perse.
Fu formata un’altra squadra anni dopo, con la speranza di trascinare un movimento, ma anch’essa non lasciò traccia, nonostante il grande campionato disputato.
Si iniziò una terza volta, una buona squadra, alla guida un buon allenatore, alla base una diversa organizzazione, nata dall’esperienza.
E questa volta funzionò, si sono vinti campionati, c’è stata addirittura una stagione senza sconfitte, si sono scalate le categorie anno dopo anno sotto la guida di Tripodina, promozione, serie C, e poi serie B, sempre nei primi posti sempre a lottare per la promozione, la vittoria per due anni del campionato seniores CSI.
E siamo anche molto orgogliosi quando leggiamo nel sito del CSI l’albo d’oro degli ultimi anni che cita:

2003/04 VALANGA BASKET Torino

2002/03 K2 Torino

2001/02 BEINASCHESE BASKET Beinasco (*)

2000/01 BEINASCHESE BASKET Beinasco (*)

1999/00 NEW AGE PALLACANESTRO Torino (*)

1998/99 PGS AUXILIUM MONTEROSA Torino

1997/98 GANDHI ’77 Torino

1996/97 BEPPE VIOLA A.F. Torino (*)

1995/96 CONDOVE

Nota (*): si tratta della stessa squadra con denominazioni diverse
Quattro vittorie negli ultimi nove anni, accompagnate da due vittorie e un secondo posto nazionali sono un bel palmares e non è finita qui.
Il settore giovanile è nato sulla spinta delle prima squadra, ed ora le nostre giovani sono quasi pronte per il grande salto nella prima squadra, ed altre giovani, alle loro spalle si stanno preparando.
Il resto è attualità, un settore giovanile in crescita, ottimi risultati dal lato femminile, buoni risultati per i maschi, buoni allenatori, bravi dirigenti, un ambiente allegro che lavora seriamente, un divenire con ottime prospettive. E tante altre pagine da scrivere.
Questo racconto può sembrare breve e stringato, ma lo è volutamente.
Non abbiamo voluto “appesantire” il tutto con un elenco di campionati e tornei, con classifiche e statistiche, proprio perchè trent’anni sono lunghi e noiosi da raccontare ed anche perchè il più grande risultato, il più importante, è la realtà della nostra associazione, la sua vitalità, i suoi giovani, la sua attività.